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5G, per un italiano su tre bisogna accelerare la copertura nazionale

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Articolo di Mila Fiordalisi, Corcom

È quanto emerge dallo studio ”Keeping consumer connected in a Covid-19 context” a firma di Ericsson. Per il 53% la quinta generazione avrebbe potuto svolgere un ruolo più che positivo durante il lockdown e per il 39% determinanti gli impatti sulla sanità.

Il 53% degli Italiani ritiene che il 5G avrebbe potuto svolgere un ruolo positivo durante il lockdown. E il 35% dei nostri connazionali vorrebbe che la copertura 5G venisse implementata molto più velocemente per beneficiare di velocità maggiori rispetto alla rete fissa. È quanto emerge dallo studio ”Keeping consumer connected in a Covid-19 context” a firma di Ericsson (qui lo studio integrale) secondo cui l’Italia è uno dei Paesi in cui la pandemia da Coronavirus ha maggiormente impattato sul fronte dell’uso della tecnologia.

Nonostante le numerose fake news circolate in merito ai legami fra Coronavirus e reti 5G, gli italiani si mostrano aperti nei confronti della quinta generazione: per il 48% il 5G avrebbe potuto offrire maggiore capacità rispetto al 4G, per il 43% avrebbe potuto supportare i meeting virtuali in modo migliore, per il 40% abilitare il controllo da remoto dei dispositivi medici in tutto il paese e per il 39% ridurre l’esposizione al contagio di medici e infermieri tramite l’utilizzo di robot connessi in 5G durante le visite.

Ad ogni modo secondo gli intervistati le reti esistenti nel complesso hanno affrontato bene la maggiore richiesta di connettività durante la pandemia. Il 54% (il 56% negli altri paesi) si dichiara molto soddisfatto della propria connessione fissa. Il 76% (il 75% negli altri paesi) ritiene che le reti mobili stiano funzionando allo stesso modo o meglio rispetto a prima della crisi, mentre il 60% (55% negli altri paesi) considera importante la connessione a banda larga mobile tanto quanto la connessione fissa e il Wi-Fi.

Per i consumatori, durante il lockdown è stato importante poter effettuare videochiamate di buona qualità con amici e parenti; per la Generazione X (40-54 anni) e per i Millennials (25-39 anni) anche la qualità del video streaming era un fattore di rilievo; infine, la possibilità di accedere a documenti di lavoro in cloud è stata particolarmente apprezzata dai lavoratori

Dal report emerge inoltre che per l’85% degli intervistati italiani dichiara è stato forte il cambiamento del proprio stile di vita a fronte del 74% negli altri 11 Paesi al mondo più colpiti dalla diffusione del virus. E la tecnologia ha giocato un ruolo chiave: l’86% degli over 60 in Italia (il 74% negli altri paesi) afferma che la tecnologia è servita per rimanere in contatto con la famiglia e gli amici, mentre l’82% dei genitori con figli in home schooling ha apprezzato il supporto offerto dalla tecnologia per le lezioni a distanza (negli altri paesi la percentuale è del 76%). Più in generale, 6 intervistati italiani su 10 ritengono che la tecnologia abbia permesso di lavorare durante la pandemia. Più di un italiano su 3 si è infine avvalso della tecnologia per tenersi in forma dentro casa. Il 93% degli utenti in Italia (87% negli altri paesi) ha aumentato significativamente il numero di attività svolte online durante la crisi. Il 23% (19% negli altri paesi) ha sperimentato nuove attività online, come e-learning o videoconferenze, mentre il 61% (il 54% negli altri paesi) dichiara di aver gestito oltre sei attività online.

E ancora: in Italia, l’85% degli utenti ha utilizzato Internet in modo maggiore rispetto al periodo prima della crisi; in particolare, la fruizione di Internet tramite connessione fissa è aumentata di 3 ore al giorno (2,5 ore al giorno negli altri paesi), mentre la connessione da mobile ha avuto incrementi di 1 ora al giorno, come avvenuto anche negli altri paesi. Il 31% degli Italiani dichiara inoltre di aver incrementato il proprio traffico dati da mobile (il 25% negli altri paesi), con il 15% della popolazione italiana che afferma di aver avuto a disposizione principalmente connessioni mobili per navigare online (il 14% negli altri paesi).

I consumatori hanno delineato 5 cambiamenti che si manifesteranno nel mondo post Covid-19 e che contribuiranno ad accelerare la diffusione di tecnologie quali il 5G, AI e automazione, Edge Cloud.

Secondo il 74% degli intervistati in Italia (75% negli altri paesi) la resilienza delle reti è una caratteristica importante, in quanto essere connessi a Internet è fondamentale durante le crisi. Il 47% degli italiani (55% negli altri paesi) ritiene che la consegna di beni automatizzata effettuata tramite droni o flotte di auto senza conducente potrebbe sostituire i corrieri, in uno scenario in cui si richiede un minor numero di interazioni e contatti fisici. Il 58% dei lavoratori in Italia (il 62% negli altri paesi) crede che lavorare da remoto sarà la nuova normalità e che i lavoratori dovrebbero incoraggiare questa pratica. Il 42% dei nostri connazionali (57% negli altri paesi) pensa che le consultazioni sanitarie online diventeranno più popolari. Il 61% degli utenti di Realtà Virtuale in Italia (71% negli altri paesi) reputa che lo status verrà sempre più definito da simboli virtuali anziché dal possesso fisico di un bene. Il 43% dei consumatori italiani (50% negli altri paesi) durante l’isolamento si rivolgerà a compagni virtuali abilitati dall’AI per intrattenimento, formazione e amicizia.

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