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“Le torri 5G diffondono il Covid”. L’ultima bufala contagia il web

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Articolo di Luca Sablone, Il Giornale

Dilagano le folli teorie di correlazione tra il 5G e la diffusione del Coronavirus, ma il virologo Silvestri smonta tutto: “Degne di chi crede che Elvis sia ancora vivo”

Nel corso dell’emergenza Coronavirus abbiamo sentito e letto di tutto, ma ciò che probabilmente ci ha colpito maggiormente (e continua a impressionarci) sono quelle folli teorie complottiste che accusano il 5G come principale causa della diffusione del Covid-19.

Una tesi che appare assurda, ma che invece ha trovato una notevole base di sostenitori che ora grida sui social e nelle piazze poiché ritiene di essere stata vittima di quella che definiscono una vera e propria cospirazione. A sorprendere è il fatto che queste teorie siano arrivare addirittura in Parlamento, con tanto di interrogazioni parlamentari.

A farl parlare molto di sé è stata Sara Cunial: l’ex deputata del Movimento 5 Stelle, in occasione della riapertura di Montecitorio, non ha perso tempo per depositare un’interrogazione a risposta scritta diretta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza per verificare se ci fosse l’intenzione di istituire una commissione di verifica di scienziati indipendenti “al fine di valutare le connessioni tra Coronavirus e vaccinazioni, coronavirus e 5G, nonché coronavirus e inquinamento”. Il dicastero di Viale Giorgio Ribotta nella sezione delle bufale più popolari ha specificato che dopo molte ricerche effettuate non è stato verificato nessun effetto negativo sulla salute dovuto all’esposizione alle tecnologie wireless. Eppure c’è chi è convinto che il Coronavirus non sia altro che l’ennesima riprova “della vulnerabilità di un organismo indebolito, anche e soprattutto dalla pericolosa sommatoria di 5G, 4G, 3G, 2G e Wi-Fi”.
I sindaci anti-5G

In questi mesi si è allargata anche la squadra dei sindaci anti-5G: oltre 200 primi cittadini hanno firmato diverse ordinanze per bloccare le antenne per la nuova rete cellulare a causa delle preoccupazioni sanitarie. Tuttavia come ha fatto notare AssTel, l’associazione degli operatori, le norme sono state messe in atto specialmente in quei piccoli comuni che hanno più bisogno di banda ultralarga. Le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente comunque continueranno a effettuare controlli in via preventiva al momento dell’autorizzazione all’installazione degli impianti e anche successivamente, durante l’esercizio delle reti, “per assicurare il rispetto dei citati limiti di legge”.
“Test 5G sui positivi”

Tra i più dubbiosi c’è pure Luciano Mion, fondatore e responsabile del LAM, centro di geobiologia e naturopatia, in Piemonte. La domanda che si pone è la seguente: il segnale 5G ha un’influenza sulla pandemia da Coronavirus e sui picchi di contagio che ha raggiunto in alcune zone dell’Italia e del mondo? Pertanto ha proposto un test ambientale sui positivi “per comprendere se è stato in particolare il segnale 5G ad aver scatenato la pandemia abbassando le difese immunitarie”.

Sostiene che a Wuhan il virus sia andato via, dopo un certo periodo, così come è nato, senza che ci fosse alcun farmaco in grado di debellarlo. Da qui, come ha spiegato a Il Tempo, nasce una perplessità: “Potrei supporre che tutto questo sia accaduto per il fatto che sono state spente le 30.000 antenne terrestri 5G che in quella zona erano state installate per la copertura al meglio dei giochi militari mondiali ivi tenutisi ad ottobre del 2019”.
Gli esperti smontano i complottisti

In Italia i gilet arancioni hanno protestato contro il bluff “con cui la finanza vuole indebolire gli Stati”. Dichiarandosi ovviamente contrari anche al vaccino, ovvero uno strumento mediante cui “iniettarci il mercurio nelle nostre vene”. Ma a loro giudizio c’è sempre il pericolo del 5G: “Diventeremo dei piccoli robot, se vuoi ammazzarmi basta alzare la temperatura del mio corpo e io muoio”. C’è chi però ha fatto peggio: in Regno Unito sono state incendiate antenne o centraline della rete ultraveloce per cellulari di ultima generazione. Secondo una delle tante teorie del complotto, grazie al 5G i batteri riuscirebbero a comunicare e a diffondersi più velocemente e densamente nelle nostre comunità permettendo così al Covid-19 di diffondersi in maniera rapida.

Tesi a cui sono seguite secche smentite da parte degli esperti. In Gran Bretagna il dipartimento per il Digitale ha fatto sapere di essere a conoscenza di alcune informazioni inesatte che sono state condivise online, sottolineando che al momento non vi sono prove credibili per accertare una relazione tra la tecnologia di rete mobile e il Coronavirus. Sulla questione si è espresso anche il virologo Guido Silvestri: “Pare che le menti eccelse secondo cui i vaccini sono pieni di metalli pesanti, il cancro si cura con l’urinoterapia, Elvis Presley è vivo (mentre Paul McCartney è morto, nel 1966, per essere precisi), ora si siano convinte che le torri 5G diffondono Sars-CoV-2”. Il docente negli Usa alla Emory University di Atlanta è uscito allo scoperto dopo aver ricevuto alcune mail – da Bethesda, Ancona e Bordeaux – in cui si racconta come stia prendendo molto piede questa teoria: “Ogni preoccupazione che il mondo possa presto rimanere a corto di imbecilli sembra francamente infondata”.

Anche il professor Massimo Clementi sostiene che non vi sia alcuna correlazione tra le onde elettromagnetiche del 5G e il Covid-19: “Anzi, forse meno di zero, perché se c’è una cosa di cui non si sente bisogno in questo momento, è proprio di queste notizie così false. Questa è totalmenta inventata”. Nell’intervista rilasciata in esclusiva a ilGiornale.it, il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano ha puntato il dito contro i tuttologi che pensano di avere conoscenze per affermare certe tesi sul web: “Non c’è un fondamento scientifico, di nessun tipo. Non esiste. Abbiamo già parecchi problemi perché stiamo combattendo contro un virus nuovo che ci ha dato da fare e da pensare”.

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