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Chi è Michael Kratsios, il nuovo zar 5G del Pentagono (molto anti Huawei)

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Articolo di Gabriele Carrer, Le Formiche

Ex braccio destro di Peter Thiel, Michael Kratsios è il nuovo sottosegretario per la Ricerca e l’ingegneria del Pentagono. Nei mesi passati gli attacchi a Pechino e a Huawei: sarà in prima linea nella sfida tecnologica tra Usa e Cina

Il dipartimento della Difesa statunitense ha nominato nelle scorse ore Michael Kratsios, chief technology officer della Casa Bianca, nuovo sottosegretario per la Ricerca e l’ingegneria del Pentagono. Trentaquattro anni da compiere a novembre: ha iniziato la sua carriera da stagista del potente senatore repubblicano Lindsey Graham, ha lavorato per anni al fianco del cofondatore di PayPayl Peter Thiel (uno dei pochi sostenitori del presidente Donald Trump nella Silicon Valley) fino a diventarne chief of staff, per poi passare alla Casa Bianca dov’è stato uno dei più ascoltati consiglieri per le questioni di intelligenza artificiale. Ora è in prima linea nella guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina.

“Per questa posizione desideravamo qualcuno con esperienza nell’identificazione e nello sviluppo di nuove tecnologie e nella stretta collaborazione con una vasta gamma di partner del settore”, ha dichiarato il segretario alla Difesa Mark Esper in una nota. “Pensiamo che Michael sia la persona giusta per questo lavoro e siamo entusiasti di averlo in squadra”, ha aggiunto il capo del Pentagono.

IL LAVORO ALLA CASA BIANCA

Kratsios sostituisce il settantenne Michael D. Griffin (ex amministratore della Nasa), il primo a occupare la posizione creata dall’amministrazione Trump nel febbraio 2018, che ha lasciato l’incarico venerdì per dedicarsi, alla sua sua vice Lisa Porter, a una nuova società, la Logiq Inc., con sede in Virginia. Sarà invece Mark Levis, direttore della ricerca e dell’ingegneria per la modernizzazione del Pentagono a sostituire Porter nel ruolo di secondo.

Il sito specializzato Defense News mette in risalto la distanza tra il curriculum di Kratsios e quelli di Griffin e Porter, sottolineando la lunga esperienza governativa. Defense One riporta invece qualche sbuffo al Pentagono (dove stanno conquistando sempre più peso Anduril e Palantir, due società di Thiel): c’è chi parla di scelta “bizzarra”, evidenziando la sua laurea in scienze politiche con focus sulla democrazia dell’Antica Grecia mettendola a confronto con il dottorato in ingegneria aerospaziale di Griffin.

Nel corso dell’emergenza Covid-19 Kratsios ha giocato un ruolo importante nell’High Performance Computing Consortium, una partnership tra agenzie federali, privati (tra questi Ibm, Amazon Web Services, BP, Google Cloud, Hewlett Packard Enterprise, Microsoft, NVIDIA e Intel) e università messa in piedi dalla Casa Bianca per utilizzare i supercomputer nel contrasto alla diffusione del virus.

FOCUS SU 5G (E CINA)

Kratsios, aggiunge Defense News, “è stato anche il punto di riferimento della Casa Bianca su questioni come l’intelligenza artificiale e il 5G, tecnologie che rientrano entrambe sotto l’incarico ricerca e ingegneria”. E quando si parla di questi temi spunta sempre la Cina. È sufficiente riprendere un editoriale di Kratsios pubblicato a fine maggio sul Wall Street Journal in occasione del lancio di una partnership globale del G7 in materia di tecnologia. Titolo eloquente: “L’intelligenza artificiale può aiutare la democrazia”. Chiarissima anche la sfida: “Il Partito comunista cinese sta usando l’intelligenza artificiale per scovare e punire coloro che criticano la risposta alla pandemia del regime”. E ancora: “Le compagnie tecnologiche cinese stanno tentando di definire gli standard internazionali per il riconoscimento facciale e la sorveglianza presso le Nazioni Unite”.

Contro la Cina Kratsios si era anche scagliato a novembre nel corso del suo intervento al Web Summit di Lisbona in cui aveva più volte fatto appello ai valori comuni di Stati Uniti ed Europa, motivi per collaborare anche sulle nuove tecnologie.

Da una parte l’America: “ha successo perché le persone hanno una libertà unica di inseguire i propri sogni”. Dall’altra i “regimi oppressivi che non condividono i nostri stessi valori”. In quel discorso fu netto: individuò uno e un solo Paese — la Cina — e una e una sola società — Huawei, accusandola di condividere i dati con il regime di Pechino.

Che la scelta del Pentagono sia ricaduta su di lui — proprio nei giorni in cui due funzionari di peso della Casa Bianca come il Consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien e il suo vice Matthew Pottinger sono in visita in Europa per parlare di 5G — è un chiaro segnale della volontà dell’amministrazione statunitense di rilanciare i rapporti tra le democrazie occidentali per fronteggiare la Cina.

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