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Dalla salute all’industria, il 5G sarà il motore dell’Internet delle Cose

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Articolo di Alessio Botta, Repubblica

 

L’Internet of Things è destinato a rivoluzionare il nostro modo di vivere ma per far ciò avrà bisogno di una tecnologia di connessione a Internet sviluppata ad hoc per le cose, che solo il 5G sembra poter incarnare. Il futuro è già qui, ad un passo: bisogna lavorare per costruirlo.

Il termine 5G, come molti sanno, indica la quinta generazione tecnologica per la connessione super veloce a Internet in mobilità. Meno persone però sanno che poco tempo fa avremmo chiamato questa la quinta generazione di telefonia cellulare. Il cambiamento di nome è in realtà indicativo del cambiamento che tali tecnologie stanno vivendo, al punto che oggi la telefonia è diventata solo uno dei tanti servizi offerti. Si fa un gran parlare di 5G e spesso si associa questo termine ad un altro, anch’esso molto diffuso negli ultimi tempi: IoT, o meglio Internet of Things, detta Internet delle Cose in italiano. Ma cos’è l’Internet of Things? E che c’entra con il 5G?

Facciamo un passo indietro. Internet è nata alcuni decenni fa per far comunicare i computer tra di loro. Dietro questi computer c’era tipicamente un essere umano. La comunicazione avveniva tra uomini per mezzo di computer (si pensi alla e-mail ad esempio). Negli anni il numero di calcolatori collegati a questa rete è esploso, arrivando ormai a qualche miliardo. La novitàè chea questa rete stiamo cominciando a collegare anche oggetti, cose, dietro le quali non necessariamente c’è un uomo. Parliamo degli oggetti più svariati, che vanno da un frigorifero ad un’automobile, da un interruttore della luce ad una centrale nucleare, da un glucometro ad un allarme di una banca. Collegare cose alla rete Internet non è però banale, per diversi motivi.

Vediamone due tra i più interessanti. Il primo è che Internet nasce negli anni ‘60 per collegare pochi computer tra loro ma le cose collegate ad Internet sono già oggi diverse decine di miliardi e il trend è in continua crescita. Bisogna quindi creare soluzioni innovative per gestire una tale mole di dispositivi collegati. Il secondo motivo è che le cose generano una quantità di dati enorme che non può essere analizzata sulle stesse cose. Si usano quindi grandi centri di calcolo che formano quello che si chiama cloud. Qui i dati vengono raccolti, attraverso Internet, e elaborati per offrire i servizi più vari. E questo lascia aperti temi interessanti, principalmente legati alla privacy delle informazioni.

E il 5G che cosa c’entra? Tra gli aspetti relativi all’adozione dell’IoT citati prima ne manca uno, forse il più sfidante: come collegare tutte queste cose a Internet. Negli ultimi anni sono state utilizzate diverse tecnologie di collegamento, dal bluetooth dello smartphone, passando per il wi-fi, fino ad arrivare a tecnologie create appositamente per questo scopo (SigFox, LoRa e NB-IoT). Il processo di standardizzazione del 5G è partito proprio in questi anni ed è stato quindi inevitabile pensare di usare il 5G anche per collegare le cose a Internet. D’altro canto, il 5G è stato creato pensando anche ad altri scenari, forse più tradizionali, come ad esempio la connessione a Internet in mobilità da smartphone. E questo ha fatto del 5G uno standard tecnologico con più obiettivi e numerosi casi d’uso.

Il 5G dovrebbe da un lato offrire connettività mobile (ad esempio da smartphone e tablet, con velocità nell’ordine delle decine di Gigabit al secondo contro il singolo Gigabit per secondo del miglior 4G), dall’altro offrire una latenza nell’ordine delle frazioni di millisecondo (contro le decine di millisecondi del 4G) per applicazioni quali la telechirurgia o le auto a guida autonoma. E dall’altro ancora consentire il collegamento di milioni di dispositivi per chilometro quadrato (contro le decine/centinaia di migliaia del 4G). Quest’ultimo punto è proprio pensato per il mondo IoT per consentire la connessione di dispositivi in grado di funzionare per anni a batteria senza mai alimentarsi dalla rete elettrica. In pratica il 5G vuole essere anche la scelta di elezione per Internet delle Cose. Se da un lato l’Internet delle Cose e il 5G incarnano le più importanti sfide tecnologiche dei prossimi anni, dall’altro stanno già portando alla creazione di servizi e soluzioni impensabili solo pochi anni fa.

Ericsson stima nell’ultima edizione del Mobility Report 550 milioni di contratti 5G nel 2022 con il Nord America (dove si prevede che un quarto di tutti gli abbonamenti a connessioni mobili sarà destinato al 5G) a fare da apripista. Lo stesso report indica che saranno 29 miliardi di dispositivi connessi tramite il 5G per quella data, 18 milioni dei quali saranno legati a Internet delle Cose. Ancora, Idc prevede che la spesa per IoT mondiale manterrà un tasso di crescita annuale a due cifre per tutto il periodo di previsione 2017-2022 e supererà mille miliardi di dollari nel 2022. McKinsey stima inoltre che nel 2025 IoT avrà un potenziale impatto economico di 11 mila miliardi di dollari all’anno e che sarà la più grande fonte di valore tra tutte le tecnologie più dirompenti.

Se questi numeri ci sembrano incredibili, allora dobbiamo capire meglio in quali ambiti IoT pensiamo possa essere maggiormente utilizzata. Tra i casi d’uso più accreditati vanno sicuramente citate le cittàintelligenti, o smart city. Si delineano infatti città sempre più pervase dalla tecnologia, che diventerà parte integrante di tanti, forse tutti i servizi al cittadino. Pensiamo, ad esempio, al ciclo di raccolta dei rifiuti che integra cassonetti intelligenti in grado di monitorare e segnalare il livello di riempimento in tempo reale e di fornire contestualmente informazioni puntuali ed aggiornate al cittadino. Questo consentirebbe di ottimizzare la raccolta dei rifiuti, monitorare i punti raccolta e interagire con i cittadini durante il conferimento. Oppure pensiamo a semafori intelligenti in grado di rilevare le condizioni di traffico e di adattarsi di conseguenza, o anche di rilevare situazioni di emergenza e creare percorsi privilegiati per i mezzi di soccorso.

Un altro settore in cui IoT fornirà indubbi benefici è quello dell’industria, la cosiddetta industria 4.0. In questo ambito la tecnologia consentirà di innovare, automatizzare e migliorare notevolmente i processi di produzione. I robot utilizzati nelle industrie saranno sempre connessi e dotati di algoritmi di intelligenza artificiale che lavorano in Cloud e forniscono informazioni in tempo reale quali la disponibilità dei pezzi da assemblare, lo stato di usura dei macchinari, etc. In questo settore ci si aspetta una vera e propria rivoluzione, la quarta rivoluzione industriale appunto, resa possibile grazie al collegamento a Internet delle apparecchiature industriali. Quando si pensa agli scenari di applicazione di IoT non si può non citare anche quello automobilistico. Le auto connesse ad Internet sono già realtà ma le tecnologie di connessione attualmente utilizzate consentono di realizzare solo una piccola parte dei casi d’uso immaginati. Il 5G consentirà di compiere un salto tecnologico che ci potrebbe portare, ad esempio, ad avere auto a guida completamente autonoma.

Ultimo, ma non certo per importanza, il settore della salute, che si stima avrà un enorme beneficio dall’introduzione delle tecnologie IoT e 5G. In questo nuovo contesto la medicina si potrà avvicinare sempre più al paziente con follow-up e diagnosi remote e sempre disponibili, con medicina personalizzata e telechirurgia robotica come già, un anno fa circa, nello spot di Tim dedicato al 5G, il famoso chirurgo Francesco Musumeci si assenta per pochi minuti dal matrimonio della figlia per dare il suo importante contributo ad un intervento chirurgico, il tutto da remoto da un belvedere di una chiesa, tramite uno smartphone e una connessione 5G.
Insomma, stando alle previsioni, l’Internet of Things è destinato a rivoluzionare il nostro modo di vivere. Ma per farlo ha bisogno di una tecnologia di connessione a Internet per le cose che solo il 5G sembra poter incarnare. L’unione di IoT e 5G rivoluzionerà molti aspetti della nostra vita. Il futuro è qui, ad un passo, bisogna solo lavorare per costruirlo.

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