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Hysenbelli (Vodafone): 5G ruolo chiave per la sanità

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Articolo di Inno3

 

Vodafone mette le sue competenze 5G a servizio del settore healthcare. Innovazione nelle prestazioni, centralità del paziente, supporto agli operatori i principali obiettivi. Ne parla Juljana Hysenbelli, Product Lead Healthcare & Wellbeing, Vodafone.

Vodafone punta sulle caratteristiche tecnologiche innovative del 5G, quali bassa latenza ed ampiezza di banda, per innovare il settore della sanità, i servizi ai pazienti e al contempo ottimizzare i percorsi di cura.
La crisi sanitaria che ci accompagna dall’inizio di quest’anno rappresenta senza dubbio un acceleratore del percorso di trasformazione delle prestazioni sanitarie. In questo contesto, il 5G gioca un ruolo fondamentale nella remotizzazione dei processi e nell’imprimere un boost senza precedenti all’adozione delle tecnologie digitali più rivoluzionarie nel rispetto degli obiettivi di efficienza economica del settore. È il caso dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata che supporteranno in misura crescente interventi chirurgici così come processi diagnostici e di cura.
Juljana Hysenbelli, Product Lead Healthcare & Wellbeing di Vodafone, parla di questi temi, delle iniziative di Vodafone e dei primi concreti casi d’uso in ambito 5G nel settore della sanità italiana.

Dall’osservatorio privilegiato di Vodafone della sperimentazione 5G a Milano, quali sono i principali benefici dell’utilizzo del 5G nella sanità? Quali le sue caratteristiche cruciali per abilitare nuovi servizi in ambito healthcare?

Con la sperimentazione 5G a Milano abbiamo potuto testare sul campo come il 5G può portare benefici in tutte le fasi del percorso clinico dei pazienti. La bassa latenza del 5G ha un impatto positivo sui tempi di intervento durante la gestione di un’emergenza mentre la banda, ossia la possibilità di condividere in tempo reale e in alta definizione dati come immagini radiologiche, consente a più medici di collaborare da remoto. La condivisione continua di parametri vitali tramite dispositivi indossabili supporta il lavoro dei medici senza pregiudicare la qualità delle cure ai pazienti non solo durante una fase di degenza in ospedale ma anche in fase di post ricovero.

Secondo la vostra esperienza, quanto è percepito il valore del 5G come abilitatore di nuovi servizi dagli operatori di questo settore?

L’ultimo periodo ha messo in evidenza come, in questo settore più che in altri, una remotizzazione di diversi servizi e l’attuazione di televisita, telemonitoraggio e teleconsulto contribuiscano ad un’organizzazione diversa dei servizi sanitari efficientando la gestione delle risorse. Una tecnologia come il 5G grazie all’edge computing, ossia un’architettura distribuita che porta potenza di calcolo laddove serve, porta una scalabilità dei servizi e al contempo garantisce l’affidabilità della gestione dei dati che in questo settore è di primaria importanza.

In quali aree tecnologiche ritenete che il 5G abbia il maggiore ruolo abilitante nell’ambito della digital transformation della sanità? E in quali servizi?

L’intelligenza artificiale e la realtà aumentata sono sicuramente due tecnologie dove servizi come il supporto alle operazioni chirurgiche diventano realtà grazie al 5G. Lo dimostra Artiness, la start up vincitrice del secondo bando Action for 5G di Vodafone, che tramite algoritmi e metodi proprietari ha sviluppato una soluzione che permette di trasformare immagini mediche di un paziente in modelli 3D visualizzabili in realtà aumentata.

Questo consente a medici e specialisti di collaborare sia durante la fase di preparazione sia durante quella di esecuzione di un’operazione chirurgica, migliorando i risultati paziente specifici.
Soprattutto in questo periodo, in cui le misure per gli spostamenti sono ancora in atto, queste soluzioni possono contribuire a dare continuità del supporto alla sala operatoria da parte delle aziende di dispositivi medicali.

Può citare qualche esempio di progetto concreto di adozione del 5G a supporto di attività e processi nel settore?

La soluzione in 5G di sistemi per la collaborazione in ambito radiologico utilizzata durante la prima ondata dell’emergenza Covid-19 tra due sedi dell’Istituto Clinico di Humanitas, Rozzano e Pio X a Milano, è un esempio concreto del contributo di questa nuova tecnologia.
Un progetto di telegestione e teleconsulto, sviluppato nell’ambito della Sperimentazione 5G di Vodafone a Milano con Exprivia Italtel e Humanitas, che consente a tecnici e medici specialisti di poter collaborare da remoto condividendo video e immagini radiologiche DICOM in mobilità e in tempo reale durante e subito dopo l’esecuzione di esami radiologici.
La soluzione è stata di fondamentale importanza durante l’emergenza Covid-19 per la continuità operativa dell’Unità di Radiologia, minimizzando gli spostamenti di operatori, pazienti e delle loro famiglie in un momento critico.

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