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5G, Pogorel: “La connettività si sposterà indoor, servono subito interventi mirati”

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Articolo di Mila Fiordalisi, Corrierecomunicazioni

Il Professore emerito all’Institut Polytechnique de Paris: “Segnale inefficace già con il 4G, è necessario dotare grandi edifici, strutture industriali e soprattutto gli ospedali di tecnologie in grado di abilitare la quinta generazione mobile senza difficoltà. Il Governo prenda a cuore la questione”

 

Non si può immaginare un 5G depotenziato all’interno degli edifici. La copertura 4G all’interno di grandi strutture ancora oggi non è ottimale e con la quinta generazione mobile si rischia un gap ancora più grande considerato che la maggior parte degli utenti si collegherà indoor”: Gérard Pogorel, Professore emerito all’Institut Polytechnique de Paris, fra i massimi esperti di telecomunicazioni a livello internazionale, accende i riflettori su una questione ancora sottovalutata eppure dirimente, quella della connettività 5G indoor.

“Bisognerà accelerare sul fronte della copertura nazionale e contemporaneamente affrontare la delicata questione della connettività all’interno degli edifici. Diversamente dai precedenti standard il 5G sarà lo standard delle applicazioni business più che consumer”, evidenzia il docente.

Professor Pogorel, che tipo di situazione si prospetta?

La maggior parte delle connessioni via mobile avviene già oggi, contrariamente a quanto si pensi, all’interno di strutture e non in ‘mobilità’. E con il 5G aumenterà questa porzione poiché molti degli use case sono pensati per le applicazioni industriali, nell’ambito dei progetti ad esempio di Industria 4.0. La pandemia, inoltre, ha fatto emergere la necessità della digitalizzazione della sanità: anche in questo caso il 5G giocherà un ruolo chiave, ma bisognerà garantire la piena fruizione del segnale, altrimenti non si potranno sfruttare appieno le potenzialità legate all’erogazione di servizi di telemedicina avanzati e men che meno quelli di chirurgia a distanza. L’attenzione è molto puntata sulla fibra – che naturalmente è il pilastro portante anche per il 5G – ma non bisogna sottovalutare la questione delle “barriere” al segnale mobile.

Quali sono le difficoltà tecniche?

L’uso crescente di materiali altamente isolanti nei grandi edifici urbani ma anche la presenza di pareti di grande spessore o semplicemente la presenza di locali interrati ad esempio nei centri commerciali e appunto negli ospedali, abbatte la capacità del segnale mobile. Sul mercato ci sono già le tecnologie per risolvere il problema, si pensi alle small cells, ma bisogna installarle subito. Come è stato fatto per la fibra – negli edifici di nuova costruire è previsto l’obbligo di dotarli di cavidotti e di predisporli ad accogliere le nuove reti – anche per il 5G sarebbe utile prevedere analoghi obblighi. In modo da poter predisporre già gli edifici ad accogliere tutte le dotazioni. Quindi non solo edifici fiber ready ma anche 5G ready. Poi c’è il tema dell’uso dei fondi pubblici.

Cioè?

La normativa sugli aiuti di stato, per altro in revisione a livello di Commissione Ue, prevede che le risorse pubbliche possano essere impiegate solo nelle aree a cosiddetto fallimento di mercato. E per il 5G bisogna tenere conto anche degli obblighi in capo agli operatori che si sono aggiudicati le aste. Quindi è evidente che intervenire con risorse statali nelle grandi città – dove si concentra la maggior parte degli edifici strategici – è impensabile. La sanità pubblica però è appunto pubblica: in questo caso bisognerebbe prevedere un “tesoretto” che consenta di utilizzare le risorse, anche regionali, per la digitalizzazione e l’infrastrutturazione in banda ultralarga in cui il 5G venga indicato fra le voci dei capitolati di gara in modo da evitare falle.

E sul fronte privato?

Sul fronte privato la strada potrebbe essere prevedere incentivi ad hoc nei piani Industria 4.0 e agevolare gli investimenti delle telco e delle società che possono mettere in campo le tecnologie necessarie a potenziare la ricezione del segnale indoor. Perché ricordiamoci che è il mondo Tlc e tutta la filiera – dai vendor alle tower company fino agli installatori – ad avere il know how necessario per questo tipo di interventi. Molte grandi aziende si stanno muovendo per accaparrarsi frequenze dedicate: ad esempio in Germania sono già circa un centinaio le licenze aggiudicate a livello locale a grandi industrie sulla banda 3,5 Ghz, quasi a titolo gratuito. E al di là delle polemiche che si sono innescate sulla modalità e l’entità delle aggiudicazioni, ciò dimostra che le multinazionali hanno compreso il valore del 5G e si stanno organizzando per la realizzazione di reti proprie indoor con l’obiettivo di sfruttare al massimo la quinta generazione mobile.

 

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