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Banda ultralarga e 5G. Draghi: “Da maggio la mappatura per contributo in aree grigie. No duplicazioni di investimento”

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Articolo di Luigi Garofalo, Key4biz

PNRR, Draghi: “6,3 miliardi per banda ultralarga e 5G. Da maggio la mappatura e poi contributo statale per le aree grigie. No duplicazioni di investimento”

Aree grigie, da maggio al via la mappatura per banda ultralarga e 5G con l’obiettivo del Governo di colmare il digital divide in Italia entro il 2026. L’annuncio è stato dato dal premier Mario Draghi alla Camera nella replica alle comunicazioni relative alla presentazione del PNRR al Parlamento.

Contributo statale per le aree grigie”

Per la banda ultra larga e 5G, “a maggio avviamo la mappatura dei piani d’investimento previsti dai privati per identificare le aree del Paese che senza interventi del governo resterebbero sfavorite. Per queste aree è previsto un contributo statale per assicurarci che non si creino nuovi divari digitali da qui al 2026”, ha affermato il premier, ricordando anche i “6,3 miliardi stanziati dal Governo nel PNRR per le reti ultraveloci, la banda larga e il 5G”. 

La mappatura durerà 30-45 giorni

La durata della mappatura era stata già indicata dal ministro Vittorio Colao: “Pensiamo durerà 30-45 giorni. Ovviamente daremo visibilità di cosa sta succedendo e sarà molto importante avere le mappature 5G. Più si va avanti e più fibra, Fwa e 5G tendono a mischiarsi ovviamente” con diverse intensità a seconda delle zone. “Noi cercheremo di essere il più possibile tecnologicamente neutrali”, ha spiegato, di recente, in audizione, il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale

“Entro il 2026 reti a banda ultralarga ovunque”

“L’obiettivo” del Governo, attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, “è portare entro il 2026 reti a banda ultralarga ovunque senza distinzioni territoriali ed economiche”, ha detto Draghi questa mattina nell’Aula di Montecitorio.

Traguardo realizzabile? È in anticipo di 4 anni rispetto al Digital Compass con cui l’Unione europea ha indicato il 2030 l’anno entro cui connettere il Paese con la banda ultra larga. “D’altronde abbiamo un tale arretrato, che bisogna porsi obiettivi ambiziosi per recuperare un po’ di quello che si è perso nel passato”, ha detto, a braccio, Draghi.

I punti fermi di Draghi: “No duplicazioni di investimenti, sì alla concorrenza”

Il premier ha però indicato dei punti fermino alle duplicazioni di investimento e sì alla concorrenza per offrire servizi di migliore qualità a prezzi più bassi per i cittadini.

Vogliamo si evitino duplicazioni di investimento, che gli operatori di mercato scelgano le tecnologie più adatte ad ogni zona e che comunque la scelta dei cittadini e la concorrenza in questa settore vengano tutelate”, ha affermato il presidente del Consiglio.

“Negli ultimi 30 anni”, ha aggiunto, “abbiamo visto che la concorrenza in questo settore si riflette in prezzi più bassi per i cittadini e nella qualità migliore del servizio. Va immaginata una concorrenza regolata e non senza regole, come abbiamo imparato a nostre spese negli ultimi anni”.

“Nuova e moderna infrastruttura per connettere Pa, scuole, ospedali e stimolare le imprese ad investire e a digitalizzarsi”

“Grazie a questa nuova e moderna infrastruttura”, ha spiegato il premier, “intendiamo investire per ammodernare la Pubblica amministrazione, connettere tutte le scuole ed ospedali e motivare le imprese ad investire e a digitalizzarsi”. 

Nel corso della sua replica, il presidente del Consiglio ha focalizzato l’attenzione sul Mezzogiorno: “Oltre il 45% degli investimenti per la connettività a banda ultra larga sarà nelle Regioni del Sud”.

PNRR, Draghi: “Le riforme del piano saranno varate dal Parlamento”

Infine, Draghi ha rimarcato il ruolo centrale del Parlamento nel dare atto al PNRR.

“Il Parlamento avrà un ruolo determinante con strumenti legislativi, disegni di legge, legge delega nel dare vita alle riforme contenute nel PNRR”, ha detto il premier. “Per cui”, ha aggiunto, “sarà fondamentale la collaborazione tra Parlamento e Governo sia ora sia nei mesi avvenire per realizzare il piano”. 

Butti (FdI): “Bene su banda larga e 5G, ma grave silenzio governo su CDP e Enel”

“In merito alla replica del presidente Draghi sul PNRR, giudico positivamente l’aumento delle risorse destinate a banda larga e 5G. Del resto era una richiesta unanime della politica. Giudico scontato che il territorio debba essere connesso rapidamente e che debba avvenire rapidamente. Ma ancora una volta il presidente Draghi non ci racconta “come” raggiungere l’obiettivo. Il silenzio del governo rispetto a quanto accade in queste ore nel CdA di Cassa Depositi e Prestiti, in ordine al futuro di Open Fiber, è assordante. Preoccupante il silenzio del governo sull’impegno futuro di Enel, colosso apprezzato nel mondo anche delle rinnovabili, per l’implementazione delle reti BUL”. L’ha dichiara Alessio Butti, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile Tlc di FDI.

CdA di CDP non si riunisce oggi

Oggi non si riunisce il cda di Cdp. A quanto apprende l’Adnkronos, Cassa Depositi e Prestiti continua a lavorare sul dossier della joint venture con Enel nata per cablare le aree bianche del Paese dopo che il gruppo energetico ha ricevuto e accettato l’offerta per una quota dal 40 al 50% dal fondo Macquarie. Obiettivo di Cdp è salire in maggioranza nella società e per questo prosegue la trattativa a tre tra la stessa Cassa, Enel e Macquarie, la cui offerta scade il 30 aprile.

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