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L’Europa rilancia sul 5G, von der Leyen: “Disponibile per tutti entro il 2030”

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Articolo a cura della Redazione CorriereComunicazioni

La presidente della Commissione all’Assemblea Digitale: “Pronti ad assumere 20 milioni di specialisti IT”. E sul Green Pass: “Ora torniamo a viaggiare in libertà”. Focus sull’identità digitale

L’Europa rilancia sul 5G e si prepara ad affrontare la digital transformation entro il 2030 accelerando su quattro fronti: competenze digitali, infrastrutture, imprese e e-Government.

Lo ha ribadito la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel discorso all’Assemblea digitale 2021 mettendo al centro il tema infrastrutture: “Entro il 2030 vogliamo la connettività gigabit per tutte le famiglie e il 5G in tutte le città e i paesini”.

Una “bussola digitale” per l’Europa

“Nemmeno tre mesi fa abbiamo presentato la nostra visione per la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030 – ha detto -. Si tratta di sapere dove vogliamo arrivare. E chi vogliamo essere. La chiamiamo la nostra Bussola Digitale“.

Ma non basta: la presidente plaude anche al via libera alla piattaforma per il funzionamento del certificato digitale Covid Ue che “aiuterà a riprendere i viaggi in libertà e sicurezza nella Ue”. La piattaforma, aggiunge von der Leyen, mostra “come le persone traggono vantaggio dal progresso digitale”.

Competenze digitali in primo piano

La “bussola digitale”, spega von der Leyen, farà leva su quattro fronti strategici. Al primo posto le competenze: “Entro il 2030 vogliamo, ad esempio, che nell’Ue vengano assunti 20 milioni di specialisti IT – ha detto von der Leyen -. In secondo luogo, le infrastrutture. Terzo, la trasformazione digitale delle imprese: entro il 2030, tre aziende su quattro dovrebbero utilizzare cloud, big data e intelligenza artificiale. E quarto: i servizi pubblici digitali. Entro il 2030, tutti i cittadini dell’Ue dovrebbero avere accesso alle cartelle cliniche elettroniche“.

Identità digitale alternativa ai modelli big tech

Focus anche sull’identità digitale in grado di garantire “fiducia e proteggere gli utenti online. Stiamo per presentare la nostra proposta – dice von der Leyen -. Consentirà a tutti di controllare la propria identità online e di interagire con governi e imprese in tutta l’Ue”.

“Nessuno dovrebbe essere obbligato a fornire più dati di quelli necessari per lo scopo in questione – ha aggiunto -. Per prenotare una camera d’albergo online, nessuno deve sapere da dove vengo e chi sono i miei amici. Con la nostra proposta offriamo un’alternativa ai modelli delle grandi piattaforme online”.

Il passaggio sarà garantito da una serie di “principi digitali” come l’accesso per tutti a Internet; uno spazio online sicuro; il diritto all’apprendimento delle competenze digitalialgoritmi che rispettano le persone; la protezione dei bambini online. “Questi importanti principi – dice von der Leyen – integreranno i diritti legali che già proteggono gli europei online. Come la protezione dei dati personali. O la libertà di espressione. Solo tre settimane fa abbiamo lanciato un’ampia consultazione su questi principi digitali”.

Il Green Pass per viaggiare

Quanto al Certificato digitale Covid, il portale dell’Ue “diventa attivo – ha spiegato la presidente -. Più di 20 Stati membri l’hanno testato con successo. Permetterà di verificare tutti i certificati in tutto il continente. Tutti coloro che hanno ricevuto un vaccino Covid-19, un risultato negativo del test o si sono ripresi dal virus possono ottenere il certificato europeo. È gratuito e deve essere riconosciuto ovunque nell’Ue. È un esempio tangibile di come le persone traggono vantaggio dal progresso digitale nell’Ue”.

“È importante – ha continuato – anche come stiamo facendo le cose. Il certificato Ue è un ottimo esempio di strumenti digitali che rappresentano i nostri valori: l’Ue valorizza la privacy. Nessun dato personale sarà scambiato o conservato. L’Ue è inclusiva. Chi non è vaccinato, può ottenere un certificato digitale per il test o la guarigione. Chi non ha uno smartphone, può averlo su carta. Con il certificato, vogliamo aiutare le persone a muoversi liberamente in tempi di pandemia. Questo è il motivo per cui sarà attivo solo per un anno. L’Europa è in prima linea in questo campo e può stabilire standard a livello globale“.

Operativa da ora anche la Procura europea (Eppo) diretta a a vigilare “con attenzione la sana gestione dei fondi dell’Ue – dice von der Leyen -, compreso il nostro piano di rilancio NextGenerationEU. Proteggere il denaro dei contribuenti è fondamentale”. L’Eppo, con sede al Lussemburgo, è guidata dalla magistrata anti-corruzione romena Laura Codruta Kovesi.

 

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